Piede cavo Rafael Nadal

Piede cavo: come capire se hai il piede cavo

Bentrovato! Come promesso, eccoci di nuovo qui a parlare dei problemi ai piedi più comuni. Nell’articolo precedente abbiamo visto, nel dettaglio, l’occhio di pernice, oggi parliamo, invece, del piede cavo.

Se vuoi sapere cos’è il piede cavo, come riconoscerlo, quali sono i sintomi, le cause, i rimedi e vuoi sapere se e come si può prevenire, allora sei nell’articolo giusto! Ti aiuteremo a capire, in maniera semplice e rapida, tutto quello che c’è da sapere sul piede cavo.

Innanzitutto, sappi che è più frequente nelle donne, ma ciò non toglie che molti uomini ne soffrano, quindi che tu sia uomo o donna, continua pure nella lettura.

Piede cavo: cos’é

Il piede cavo è una malformazione del piede e si ha quando la curva dell’arco plantare è più accentuata ed eccessivamente alta rispetto alla norma.
Come puoi notare osservando il tuo piede, la parte centrale interna presenta una zona rialzata che forma un arco che si stacca dal suolo. Questa curva prende il nome di arco plantare mediale o di volta longitudinale interna.

Non esistono due esseri che abbiano la stessa altezza dell’arcata plantare, tuttavia, quando questa curva è particolarmente accentuata siamo in presenza di un piede cavo.

Il piede cavo implica un particolare appoggio delle ossa del piede: se l’arco plantare è eccessivamente curvo, i punti di appoggio e di scarico del peso corporeo sono unicamente il tallone e la parte anteriore del piede, a differenza di quanto accade in un piede normale, dove anche la parte esterna funge da appoggio al suolo.
Di conseguenza, il peso corporeo non si distribuisce su tutto il piede, ma solo sulle sue estremità, causando non pochi fastidi.

Il piede cavo può essere di due tipologie:

piede cavo anteriore diretto, quando la deformazione dell’arcata plantare è più accentuata nella parte anteriore;

piede cavo antero-interno, quando la deformazione dell’arcata plantare è più accentuata nella parte posteriore.

Il piede cavo può essere congenito o può insorgere nel corso del tempo, è facile da individuare e tra i sintomi più comuni si annoverano il dolore ai piedi e alle caviglie, dita a martello e a uncino e instabilità delle caviglie.

Possiamo dire, semplificando, che il piede cavo è lo stato opposto al piede piatto, che vedremo nel prossimo articolo.

Piede cavo e piede piatto

Piede cavo varo, cos’è?

Si parla di piede cavo varo quando il piede oltre ad avere le caratteristiche tipiche del piede cavo, è anche particolarmente sbilanciato verso l’esterno per quanto riguarda retropiede e caviglia e verso l’interno per quanto riguarda la parte anteriore. In questo caso la sensazione è di cedimento e che il piede non sia in grado di reggere.

Piede cavo: i sintomi

Il piede cavo può essere sintomatico o asintomatico: nel primo caso asintomatico non prevede alcun disturbo, fastidio o dolore, mentre nel secondo caso ha sintomi facilmente riconoscibili e riconducibili a questa particolare conformazione.

I sintomi più comuni sono: varismo del retropiede, flessione e deformità delle dita, dolore alla pianta del piede o ai lati e talvolta insensibilità, dolore e instabilità alle caviglie con potenziali e frequenti distorsioni, difficoltà a stare in piedi per molto tempo o a camminare a lungo.
Il piede cavo è associato a questi sintomi perché di norma è legato anche alle dita a martello (poiché il peso del corpo causa una curvatura nella zona dell’alluce) e ai calli (a causa dei continui microurti che avanpiede e tallone subiscono durante la camminata). La diretta conseguenza di  queste due situazioni è il fastidio ai piedi che dà vita ai sintomi di cui abbiamo appena parlato.

Il piede cavo non ha ulteriori complicazioni, ma in alcuni casi può provocare anche tendinite, rotture e fascite plantare.

Le cause

Esistono tre teorie riguardo la formazione del piede cavo:

  1. piede cavo congenito è una patologia di natura genetica e trasmessa dai genitori, i quali a loro volta ne soffrono;
  2. piede cavo adattivo è la conformazione che il piede assume in seguito ad altre patologie o alla continua esposizione a fattori esterni che determinano l’insorgere della patologia. Il piede è manovrato da muscoli e tendini che a loro volta sono gestiti dai nervi. Eventuali disfunzioni dei nervi possono causare malformazioni all’arcata plantare, ci riferiamo in particolare a traumi spinali oppure ai piedi o alle caviglie, distrofia muscolare, particolari tipi di tumori, lesioni ai nervi spinali, artrite, ma anche l’utilizzo continuo di scarpe inadeguate e tante altre circostanze;
  3. piede cavo idiopatico significa senza particolari cause, dunque insorto per motivi sconosciuti.

La diagnosi

Come del caso di altre patologie, il piede cavo è molto semplice da diagnosticare.

La prima cosa da fare è osservare il tuo piede e valutare la persistenza dei sintomi cui abbiamo già accennato.

Piede cavo
In un secondo momento, rivolgiti al tuo medico, sarà lui a procedere all’esame obiettivo e all’anamnesi.
Il tuo medico curante, osserverà il tuo piede e la tua camminata, effettuerà un la raccolta dettagliata delle informazioni che ti riguardano, compresi casi di piede cavo in famiglia (principalmente i genitori) e prescriverà, se necessario ulteriori esami in caso di sintomatologia accentuata.

Gli esami che, in genere, il medico prescrive per poter escludere che il piede cavo abbia cause neurologiche e per poter disporre una cura sono:

  1. Raggi X, indolori, ma con una piccola emissione di radiazioni nocive per gli uomini e le donne. Da evitare assolutamente per le donne in gravidanza. L’esame dei raggi X produce su una lastra le immagini dello scheletro e delle ossa dei piedi da cui si evince il grado di curvatura dell’arcata plantare.
  2. Risonanza magnetica, indolore, non invasiva né pericolosa per la salute, ma necessaria per escludere patologie neurologiche perché produce immagini dei tessuti molli e duri.
  3. Elettomiografia, esame che valuta la salute dei muscoli ed esclude un disturbo neurologico con effetti sui muscoli stessi. Basso rischio, ma da evitare per chi ha problemi cardiaci (pacemaker o defibrillatore cardiaco) e chi soffre di emofilia.

Rimedi per il piede cavo

Se il piede cavo è asintomatico, si consiglia di non intraprendere trattamenti chirurgici, ma semplicemente adottare soluzioni conservative per evitare l’insorgere di dolore.
Il rimedio migliore, in questo caso, è l’utilizzo di un plantare per piede cavo che riempia il vuoto causato dall’altezza eccessiva dell’arcata plantare e fornisca al piede un appoggio uniforme, maggiore stabilità e una migliore distribuzione del peso del corpo.

Il plantare impedisce anche distorsioni.

Se il piede cavo causa dolori e fastidi rivolgersi al podiatra, il quale potrà optare per una terapia chirurgica o conservativa.

La terapia conservativa prevede, anche in questo caso, l’utilizzo di plantari per piede cavo specifici, esercizi fisici per alleviare il dolore e impedire che peggiori, scarpe adatte alla patolgia, farmaci antidolorifici, fisioterapia, con manipolazioni quotidiane per ristabilire la normale posizione del tallone e del metatarso, trattamento ortesico, una terapia ortopodologica che rallenta la deformazione del piede cavo

La terapia chirurgica prevede un intervento per correggere per quanto possibile la conformazione del piede cavo e migliorare l’appoggio del piede. Come verrà realizzato questo tipo di operazione chirurgica viene deciso dal podiatra.

3 modi per prevenire il piede cavo

A meno che il piede cavo non sia di natura genetica o dovuto a cause neurologiche, è possibile prevenirne la formazione con alcuni accorgimenti:

  1. Praticare attività fisica (salire e scendere su superfici inclinate per far distendere i muscoli, raccogliere oggetti con le dita dei piedi, ecc).
  2. Utilizzare calzature comode e, soprattutto nel caso delle donne, evitare scarpe troppo strette o troppo alte;
  3. Scegliere plantari specifici.

Piede cavo esercizi

Un’ultima curiosità: il piede cavo ha un vantaggio funzionale nel caso in cui occorra dare una spinta e costituisce, al contrario, uno svantaggio nell’appoggio perché non ammortizza bene. Quindi, nei casi di sport che richiedono cambi di direzione veloci, particolare agilità e spinte in azione, come il tennis, un atleta con il piede cavo può fare la differenza (vedi Rafael Nadal).
Il lato negativo è che sono poco ammortizzabili e quindi il rischio di fratture è maggiore.

Speriamo di essere stati chiari e semplici nella spiegazione del piede cavo, ma se hai qualche dubbio, lasciaci un commento e saremo felici di aiutarti o informarci per te.

Orazio Del Vecchio

Ciao, sono Orazio Del Vecchio, titolare de La Bottega Del Calzolaio.
La mia azienda è nata nel 1916, io qualche anno dopo, nel 1987 😉
Sono sposato e papà di due meravigliosi bambini, che spero seguiranno le mie orme, come ho fatto io con mio padre.
Insieme a mio padre e a mio fratello Luca mi occupo della Bottega di famiglia che negli anni è cresciuta fino a contare 5 punti vendita sparsi sul territorio e un negozio online fornitissimo di prodotti per la cura del piede, della scarpa e cinture da uomo artigianali, di nostra produzione.
Tra un lavaggio a secco e una rigenerazione di colore, cerco sempre di ritagliarmi il tempo per scrivere del mio lavoro e darvi consigli su come prendervi cura delle vostre scarpe e come trattare i vostri piedi.
Se avete bisogno di me, scrivetemi o commentate gli articoli, sarò felice di rispondervi! 😀

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